martedì 27 settembre 2011

Silenzio ,parla l'assente presenza



E poi ci sono quelle parole lì,non dette,quei silenzi inaspettatamente quasi imbarazzati,perché stride,perché non sarebbe umano altrimenti,perché non le si sa dire,perché chi lo sa forse è meglio così e forse perché tra uomini è giusto essere uomini.
Amico mio ,questo è il canto di cui ti avevo parlato,so che l'apprezzerai,a me ricorda vacanze lontane,quelle che anche tu hai imparato ad amare.
Amico,Lui è al tuo fianco e questo è quello che conta,come qualcuno tempo fa,senza fare paragoni,"io devo calare perché lui cresca".Starò al mio posto,si sente come di più la fragilità,la precarietà ma al contempo è più chiaro perché ci siamo conosciuti,perché certi incontri,certi amici.All'opera nella vigna,come si è capaci,nella gioia e nel dolore, certi della meta.Dio ti accompagni sempre e la Madonna mi conceda la grazia di portarti a Medjugorje...ahahahaha!!!!Io ci devo provare...
A presto.

lunedì 26 settembre 2011

Ma quanto piace la sai baba in gonnella... da prete


Mi era capitato di vedere tempo fa questo video,ascoltando avevo pensato chissà quanto cattolicchi apprezzano questa donna,quanti preferiscono lei alla Chiesa.
Qualcuno ha fatto presente la sua somiglianza con sai baba ,il "santone" indù e il suo aspetto "sinistro" m'è parso più sinistro.Ma certamente tanti ne apprezzerebbero il positivo,glissando serenamente sull'insidia che rappresenta.Guardandola mi chiedo quando parla di spirito a che spirito fa riferimento?Ci sarebbe da farla seguire da un valido esorcista...
Attorno a lei gay,lesbiche,divorziati,poveri,catto progressisti e progressisti immagino,è più "cattolica" lei del Papa ,tanto è vero che il buon tetta l'accoglie;grazie a Dio poi verrà il momento di fare chiarezza.

domenica 25 settembre 2011

Medjugorje,messaggio del 25/09/2011


Cari figli, vi invito affinché questo tempo sia per tutti voi il tempo per testimoniare. Voi che vivete nell’amore di Dio e avete sperimentato i Suoi doni, testimoniateli con le vostre parole e con la vostra vita perchè siano gioia ed esortazione alla fede per gli altri. Io sono con voi e intercedo incessantemente presso Dio per tutti voi perché la vostra fede sia sempre viva, gioiosa e nell’amore di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

sabato 24 settembre 2011

Da Portofino in su,ovvero:l'ultimo bagno,gli amici e la grazia di Dio


Era il 25 agosto scorso,di un'estate oltre ogni limite,come un'esplosione di vita ,progressiva ed inarrestabile, dopo un lungo inverno avvolto in spire mortali.
Grazie a santa Esselunga ed ai suoi,nostri, punti avevamo deciso di andare a visitare l'Acquario di Genova,l'ingresso era "gratis" rimaneva solo il costo del viaggio.Alle 14.30 avevamo terminato la visita,non male, ma l'impressione era che gli animali fossero trattati meglio degli ospiti paganti,nessuno spazio pic-nic,c'erano famiglie che mangiavano sedute per terra, in un corridoio tra l'ingresso di un bagno e l'altro.Sorvoliamo sul filmato ,ecologista spinto, filo grinpis,gli animali sono buoni l'uomo è cattivo.Comunisti!
Vista l'ora e la semi delusione,almeno mia,della visita alla pescheria m'è venuta l'idea(santa idea) di vedere qualche bel posto nelle vicinanze.Abbiamo cominciato a scorrere qualche nome le Cinque Terre,Rapallo,Portofino...e lì su Portofino il mio cervellino s'è incriccato,non c'era alternativa, Portofino era la metà obbligata.Era la mia prima volta da quelle parti,ma il buon Dio ,che evidentemente frequenta spesso Portofino, mi ci ha guidato e incantato,ma non solo io,tutta la famigliola al seguito.Abbiamo trascorso ore splendide, immersi nella bellezza di quei paesaggi,inattesi e forse proprio per questo così apprezzati.La giornata era meravigliosa e non so come dire,so che poi stresso ma ci posso fare poco, tutto aveva la firma del buon Dio,il gelato,il mare,le barche,il parcheggio,il cielo,nessuna via d'uscita la bellezza di Dio ovunque.Straordinario.
Ma devo farla breve e mi sto già perdendo,giriamo pagina,potrei sbagliarmi ma era domenica 11, due settimane fa,sono riuscito a portare la famigliola ad Adro (BS) da amici,certo amici è una parola grossa ed io sono molto selettivo,all'epoca eravamo poco più che conoscenti.Anche loro frutto di Lozio,qualche giorno passato insieme,ma a Lozio io di solito c'ho altro per la testa,qualche telefonata,sempre sorprendente per la gratuità del gesto,sapete io poi sono asociale,ad ogni invito pensavo,boh non avranno di meglio da fare e chiunque incontrano lo invitano a casa loro(che pirla,io).L'antefatto:a fine Luglio sono dalle loro parti per lavoro e ci accordiamo per un pranzo,non ho tantissimo tempo ma almeno mi tolgo il pensiero e faccio il missionario(che idiota).Arrivato rimango spiazzato mi aspettavo una casa normale,invece è un angolo di Paradiso,c'è anche la piscina,un sogno,il buon Dio sa dove zoppico e mi lega a sé con bellezza su bellezza.Non faccio i loro nomi anche se mi piacerebbe e forse sarebbe giusto,entrato trovo la padrona di casa e i bambini,splendide creature,il figlio più grande poi c'ha qualcosa di particolare,forse mi ricorda me da piccolo e per questo ho per lui un occhio di riguardo,il piccolo è tenerissimo mi prende per mano e mi smonta.Io sono assolutamente sorpreso,fatico,come a Portofino, a credere alla situazione.Arriva il maritino e ci mettiamo a tavola,non è prestissimo,ma loro due sono belli come il sole ed io mi sento in Paradiso,non me ne andrei mai,mi fermo oltre il tempo,sposto il penultimo appuntamento di mezz'ora non mi riesce proprio di andarmene.
Dovevo proprio tornare e condividere con moglie e figli la bellezza incontrata,la giornata anche stavolta è splendida,gli amici,adesso si possono chiamare così,sono assolutamente ospitali,sembra di essere in famiglia,stento a crederlo,il bagno in piscina era una possibilità ma non ci facevo affidamento mi sembrava troppo.Silvia era a suo agio,i bimbi anche ed a me non pareva vero,una grazia così totale.Tuffo in acqua e relax principesco,il sole scaldava il giusto e la luce rendeva tutto magico,i padroni di casa..,non lo so sarò io che sono un animale,ma due così nella realtà sono difficili da incontrare,sono come due angeli,attenti,discreti,semplici,belli.Le fotografie dovrebbero render merito più delle mie parole della giornata.Non mancava niente eppure tutto era nella semplicità,principesca certo, ma come quella del buon Dio che per le sue creature aveva preparato l'Eden mica una favela,come quella di Gesù che tramuta l'acqua in vino e che vino che era..,ancora come quella di Gesù che indossava una tunica cucita tutta di un pezzo (cosa non da tutti),non una tunica qualsiasi e che per l'ultima cena non s'è accontentato di un sottoscala ma ha voluto una sala ,adeguata,preparata per l'occasione.

Livio diceva siamo circondati dalla grazia di Dio e come dargli torto.

Laudato sii mi Signore per sora santa bellezza.

giovedì 22 settembre 2011

Il mio amico Dante


Un canto dice:"ho un amico grande grande...",il mio amico non è proprio così grande,almeno non come quel grande grande .Anche il nome è importante "Dante",di lavoro fa il Vescovo,certo forse era più utile avere un'amico idraulico,ma era difficile ,immagino ,incontrare in un confessionale un idraulico,non frequente ma più probabile trovarci un Vescovo ed io ne ho incontrato uno che si chiama Dante.
E' il Vescovo della mia città ,ma fino a tre anni fa circa ignoravo chi fosse e francamente campavo bene anche senza.Oggi è inqualificabile,nel senso migliore del termine,è il mio confessore e padre spirituale certo,ma è un grande amico,un padre,un santo!
Ogni volta mi sorprende e sempre mi conferma,quello che mi sorprende di più è che non potremmo essere amici,è troppo diverso da me in tutto,ricordo che le prime volte che andavo da lui,sotto sotto avevo,abbiate pazienza,la pretesa di convertirlo.Non che si sia allineati e coperti su tutto,ma quando sono con lui sono così a mio agio,come se fossi con mio nonno ,che boh...
Le possibilità sono due ,o ne rimango ogni volta ipnotizzato, fino proprio a perdere la cognizione della realtà ,o è ,al di là di tutto, un santo e non so ,normalmente non frequento i santi,non quelli da calendario almeno e immagino che la loro compagnia brilli così tanto della presenza di Dio che in qualche modo non è possibile non parteciparne.
C'è solo una cosa che mi "rattrista" che la gente,i miei amici non lo conoscano,non almeno quanto è dato a me di conoscerlo e credo che Cremona sarebbe un'altra città se avesse la grazia di avere un'amico Vescovo Dante,ma tant'è io devo andare in Paradiso (ed è una battaglia durissima per me)ed ho bisogno di Dante,gli altri se anche vanno in purgatorio poi in ordine sparso un po' alla volta su ci arrivano...o no?

martedì 20 settembre 2011

Ciao Livio!

I migliori sono sempre i primi che se ne vanno...
Dopo Luca,già don Luca,oggi anche Livio,don Livio,se n'è andato,l'ho chiamato che era in aereoporto,il tempo era poco ma ha voluto dirmi due volte ,come a sottolinearlo:"amico,siamo circondati dalla grazia di Dio".Come non dargli ragione,certo poi lui parte per il Kazakhstan,Luca se n'è partito per Rivolta ed io rimango qua come un pirlotto.
Certo che se Livio ha ragione ed ha sempre ragione e la grazia di Dio ci circonda,allora all'attacco,ognuno dove Dio lo mette,ma uniti dallo stesso sguardo,dallo stesso cuore,dallo stesso destino buono.
Ciao Livione alla prossima primavera,ti dedico questo film,un film come li facevano una volta,ti piacerebbe.
A scusate per tutti voi,se ci foste,che non siete me Livio o Luca,un consiglio,fidatevi,trovatevi un paio d'ore e guardatevi il film,poi capirete.



domenica 18 settembre 2011

Ciao Luca!

Stasera il cielo era come me,avrebbe voluto piovere,c'ha provato,ma sapeva che non era il caso,c'erano altre priorità,c'eri tu e venivi prima.Ho dovuto lottare per non cedere ma non volevo appesantire la tua fatica.C'è stato un prima di Livio e dopo Livio,c'è stato un prima e dopo Giovanni Paolo (ma non era la stessa cosa),adesso c'è un dopo te,mi rifiuto,mi rifiuto e mi rifiuto.La lotta si fa più dura ma proprio per questo è più chiaro e urgente che più di tutto conta la meta,arrivare,portare a termine la corsa e conservare la fede.Amico mio...,gli occhi sono pesanti,ma è l'uomo vecchio,sono certo del destino buono e che il seme deve morire per dar frutto.
Luca,ci sono solo i chilometri di mezzo e non sono poi molti,cambia tutto ma non cambierà niente.A presto amico grande!

venerdì 16 settembre 2011

Mi dai sta radio????

Straordinari!!
Certo se mi dessi sta radio magari sarebbero conosciuti anche qua da noi e magari tanti giovincelli e non avrebbero passatempi più sani ma Tu conosci tutto se dici che va bene così,con qualche riserva ma scatto sull'attenti.
Ascoltateli sono uno spettacolo.





giovedì 15 settembre 2011

...ma enorme è il numero....

TRE ANNI !



Qualche settimana fa questo blog ha compiuto tre anni,me ne sono ricordato solo ora,è sopravvissuto a molto,è sopravvissuto a me stesso,ad attacchi esterni e come dire "interni",ho pensato addirittura di cambiargli nome per garantirmi maggiore libertà e non è detto che un giorno o l'altro non accada.E' e deve essere una sfida continua,un ring dove combattere,non un centro benessere in cui rilassarsi.Ma per l'occasione voglio ricordare perché si chiama TuttoSuo,non perché io sia tutto del buon Dio,sarà così in Paradiso non qua,non perchè sia l'organo ufficiale del Cielo,ma semplicemente perchè mi piaceva il Totus Tuus di Giovanni Paolo II, non volendo né potendo prenderlo in prestito,sarebbe stato parecchio azzardato,ho provato a personalizzarlo.TuttoSuo dice o vorrebbe dire, del tentativo umano ,quindi parziale comunque,di dedicare ed affidare questo spazio al buon Dio e alle cose sue.Non intendo essere clericale ,né moderato, né politicamente corretto.Nessuno è tenuto a visitare questo blog,chi vi capita per caso e né rimane turbato può serenamente andarsene ,esattamente come non si legge il giornale che non si condivide o non si guarda una trasmissione che ci urta.Chi rimane ha tutta la mia stima e scarsa comprensione,non so fin quando mi dedicherò a questa attività,non ci sono progetti,come non è nato a ragion veduta ma per caso,per curiosità.Posso dire una cosa però,mi piace la competizione:questo blog si è iscritto nella classifica di WIKIO nel Novembre del 2009 ed è entrato al 36791° posto,meno di due anno dopo è arrivato al 20167° posto,posso ritirarmi a partita iniziata?
Vi lascio con due video che contengono l'anima di questo spazio,forse sono un pò patetici come lo sono un vecchio ed un uomo in carrozzina ma hanno la forza e la poesia di cui vivo.Cosa dovete aspettarvi? Ve lo diranno loro...



lunedì 12 settembre 2011

Sant'Antonio Socci


Uno sfregio a padre Pio

Sono milioni ogni anno i pellegrini che si recano a San Giovanni Rotondo. E negli ultimi tempi si trovano davanti a sorprese che lasciano sconcertati, nel nuovo edificio di Renzo Piano dove è stato portato il corpo di san Pio.
Per esempio i mosaici (che a me non piacciono) realizzati da Marko Rupnik proprio per il sepolcro del Padre. In tutto il ciclo delle raffigurazioni c’è una testata giornalistica italiana che viene mostrata e di conseguenza viene – per così dire – pubblicizzata.
Una sola: “l’Unità”. E’davvero molto sorprendente perché nel mosaico si vede padre Pio che addirittura benedice una tizia che ha in mano appunto “l’organo del Partito comunista italiano”.
Il messaggio inequivocabile è quello di una benedizione alla stessa “Unità” e all’appartenenza comunista.
O comunque di una sua irrilevanza agli occhi di padre Pio. La didascalia – come vedremo – fornisce proprio questa interpretazione.
Bisogna tenere presente cosa era l’Unità e cosa era il Pci di Togliatti e Stalin ai tempi di padre Pio.
Sulle pagine del giornale comunista ovviamente venivano magnificate quelle dittature dell’Est che martirizzavano la Chiesa. E venivano propalate le tipiche menzogne del comunismo internazionale.
Quando, nel 1953, morì Stalin, uno dei più sanguinari carnefici della storia umana, l’Unità titolò così, a tutta prima pagina: “Stalin è morto. Gloria eterna all’uomo che più di tutti ha fatto per la liberazione e per il progresso dell’umanità. Onore al grande Stalin!”.
L’editoriale dell’Unità era il testo del Comitato centrale del Partito comunista dell’Unione sovietica. Vi si leggeva: “Il nome immortale di Stalin vivrà per sempre nel cuore del popolo sovietico e dell’umanità amante del progresso. Evviva la grande e invincibile dottrina di Marx, Engels, Lenin e Stalin! Evviva il grande Partito Comunista dell’Unione Sovietica!”.
Poi veniva riportato la servile sviolinata di Togliatti, nel 1949, per il compleanno del feroce tiranno. Padre Pio conosceva bene l’orrore e le stomachevoli menzogne del comunismo che aveva imposto l’ateismo di stato con stragi e regimi di terrore.
E’ ben noto che per lui l’adesione al Pci non era un’idea politica da discutere, ma un peccato mortale da confessare davanti a Dio e di cui pentirsi e ravvedersi. Senza se e senza ma.
Come ricordava quel comunista di Cerignola che andò a confessarsi dal padre, nel dopoguerra, e quando terminò l’elenco dei suoi peccati si sentì dire: “E quella tessera che tieni qui, non ti dice niente?”.
Lui rispose: “Oh, Padre è per il lavoro”. “E il lavoro te l’hanno dato? Hai tradito il Signore tuo Dio e ti sei messo tra i suoi nemici”, tuonò il padre.
Ancora più movimentato fu il caso di un comunista di Prato, l’esplosivo Giovanni Bardazzi che padre Pio nel 1949 cacciò via dal confessionale e che – per ripicca – andò a un’udienza di Pio XII cominciando a strillare che padre Pio l’aveva cacciato.
Giovanni Bardazzi divenne poi uno dei figli più ardenti di padre Pio e non solo rinnegò la sua militanza comunista, ma andò a cantarle chiare ai suoi ex compagni e poi per anni e anni, ogni settimana, convogliò tanti di loro, un fiume di persone, a San Giovanni Rotondo.
Si può dire che padre Pio sia stato il più straordinario convertitore di militanti comunisti dell’Italia del dopoguerra, perché aveva capito benissimo quello che fior di intellettuali cattolici e laici non capirono: che cioè non era una faccenda politica, ma che si trattava di essere con Gesù Cristo o contro di lui. E il comunismo era ferocemente contro Cristo. Perciò anche contro l’uomo.
Fra le storie di conversione di militanti comunisti, la più sorprendente fu forse quella del medico francese Michel Boyer, un famoso eroe della Resistenza francese.
Una della più commoventi fu quella di Italia Betti, la “pasionaria” dell’Emilia. Durante l’occupazione nazifascista fu membro del CLN di Bologna e la si ricorda, il giorno della liberazione, entrare a Bologna, alla testa delle truppe partigiane, con una bandiera rossa in pugno.
Nel dopoguerra, alla guida di una moto, diffondeva nelle campagne il verbo del partito con grande zelo. L’incontro con padre Pio, nel 1949, capovolge la sua vita.
Nel dicembre lascia Bologna per andare a vivere a San Giovanni Rotondo suscitando grande clamore tra i compagni che cercarono di dissuaderla.
Considerando tutti questi episodi quell’immagine con “l’Unità” al centro risulta del tutto fuorviante.
Ho dunque telefonato a un’importante personalità di San Giovanni Rotondo, che ha voce in capitolo, per capire il motivo di quel mosaico e mi sono sentito rispondere proprio questo: “ma è un’immagine che vuole ricordare le tante conversioni di comunisti avvenute tramite padre Pio, come quella di Italia Betti”.
Sì, ho obiettato, ma in quel mosaico “l’Unità” non giace a terra, come segno di un passato ripudiato e di una conversione, ma sta fra le mani della persona che viene benedetta dal Padre, come una militanza mai abbandonata e legittimata.
Inoltre sotto il mosaico c’è questa incredibile didascalia: “Padre Pio benedice le donne e gli uomini di cultura. Il padre spirituale sa accogliere senza pregiudizi tutti quelli che a lui si rivolgono”.
Non si parla di “conversione”. Anzi, si attribuisce al Padre una “mancanza di pregiudizi” per dare ad intendere che a lui il credo marxista e la militanza comunista non facevano alcun problema.
Il mio interlocutore è parso sorpreso e ha detto che quella didascalia andrà corretta. Non so se sarà corretta, ma di certo non è un incidente. Riflette tutta una mentalità che è esattamente agli antipodi di quella di padre Pio.
Una mentalità per cui è proibito usare sia la parola “comunismo” che la parola “conversione”. Sostituiti da “dialogo” e “senza pregiudizi”.
Lo dimostrano due mosaici lì vicino. Nel primo, a fianco di quello descritto, si vede padre Pio che in bilocazione va a trovare il cardinale Mindszenty carcerato. La didascalia recita: “San Pio porta il pane e il vino al cardinal Mindszenty prigioniero”.
Prigioniero di chi? Dell’anonima sequestri? No. Il primate fu incarcerato dal regime comunista ungherese, ma ovviamente lì non c’è scritto. E ben pochi pellegrini lo ricordano.
L’altro mosaico è il quadro della vita di san Francesco che vorrebbe essere il corrispettivo dell’immagine di padre Pio con la militante comunista: Francesco che durante la crociata va dal Sultano per convertirlo alla fede cristiana.
Convertire non è un verbo “politically correct”. Che san Francesco e padre Pio vivessero letteralmente per salvare anime, quindi per annunciare Cristo a tutti (compresi musulmani, comunisti o massoni) e quindi per convertire tutti a Gesù Cristo, nella mentalità clericale corrente (espressa da Rupnik) sembra assolutamente un tabù. Indicibile.
Infatti nel sito internet del Centro Aletti, di cui è direttore proprio il pittore Rupnik, nella riproduzione dei suoi mosaici, sopra l’immagine di Francesco dal Sultano, si legge questa considerazione: “San Francesco, da uomo libero, non agisce secondo i pregiudizi e affascina persino il sultano con la sua predicazione. E, come dice san Bonaventura, è tornato in Italia triste non perché non abbia convertito il sultano, ma perché questi lo ha persino difeso e Francesco non è potuto diventare martire”.
Dove san Bonaventura lo abbia scritto non è dato sapere. In realtà nella “Legenda Maior” di Bonaventura, al capitolo IX, dove si racconta l’episodio, si legge che Francesco chiede al Sultano “con il tuo popolo di convertirti a Cristo” e di “abbandonare la legge di Maometto per la fede di Cristo”.
E’ lì per questo e lo ripete al Sultano, pronto a subirne ogni conseguenza. San Francesco, come padre Pio, non era “politically correct”.
E’ noto che a Maglie c’è la discussa statua di Aldo Moro con l’Unità sotto il braccio. Ma che in una chiesa, nel sepolcro di un santo, si rappresenti padre Pio che benedice la militante con l’Unità in mano è decisamente troppo.

Antonio Socci

Da “Libero”, 11 settembre 2011

giovedì 8 settembre 2011

A ognuno la sua messa,viva la Chiesa democratica,viva Totò....

Pubblico un post di un blog discutibile a volte ma interessante,l'argomento è la liturgia.Il mio parere? Credo che ognuno debba avere la propria messa come ha le proprie scarpe,la propria pettinatura,la propria casa,quello che conta è il cuore,che ci si senta bene,in fondo la messa è una sedutona psicanalitica gratuita.Del resto per me Dio è in un modo,per te è in un altro,se ci fumiamo un bel cannone ,della pace mi raccomando,è in un'altro modo ancora e allora peace and love,vivi e lascia vivere.Certo sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Benedetto XVI ed il Magistero,ma dato che "non lo sappiamo" e nemmeno c'interessa... Scusate ma del resto la spaghettata di Totò non era una messa?Tutti attorno ad una tavola,condividevano una mensa,mangiavano con le mani e c'era pure il momento di festa.Certo allarma che il padrone di casa dica "io in questa casa non metterò più piede",ma forse nemmeno era troppo il benvenuto.La Chiesa è di tutti,la messa è di tutti....o mamaaaa.
(messa in minuscolo è scritto volutamente)



Perchè la liturgia di Benedetto XVI non è sbarcata al Congresso Eucaristico di Ancona?

Due partecipanti al XXV Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona, un Sacerdote e un laico, ci hanno scritto delle loro considerazioni dopo aver assistito ieri alla Messa inaugurale presieduta dal Legato Pontificio Cardinale Giovanni Battista Re.
Anche noi avevamo seguito con molto interesse, ma con poca speranza, quella celebrazione trasmessa ieri dalla TV.
Ringraziamo per questi primi commenti “ a caldo” i due convegnisti e promettiamo agli amici, in Italia e all'estero, “FANS” dell’ impostazione liturgica del nostro amatissimo Papa Benedetto XVI, che continueremo a commentare con serena obiettività le altre Liturgie del XXV Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona.
Come gesto di carità propongo una piccola raccolta di fondi per dotare di una veste tale alcuni seminaristi. A differenza di quelli “più nobili” del Seminario Regionale, che ne sono provvisti, ci sono altri seminaristi che non la posseggono. Il nostro gruppo liturgico , che vanta un perenne stato di povertà e di autotassazione, ne ha 15 che potrebbe mettere a disposizione .
Sul Concerto di ieri sera del Maestro Giovanni Allevi con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, fortemente voluto dalla Regione Marche, avremo l’onore di postare un qualificato commento scritto per noi da un noto “musicista di chiesa”.
Ecco dunque i primi commenti sulla Santa Messa di ieri. Andrea Carradori



“Cari amici, per quanto riguarda le musiche (non sappiamo da chi sono state composte N.D.R.), dobbiamo fare la considerazione che , essendo tutte nuove composizioni, sono state cantate solo dai cantori. Cosa non grave se si fosse trattato di composizioni di spessore artistico : il Papa più volte ci ha insegnato che l’ascolto diventa preghiera attiva. Sentir tuttavia cantare : GIORNO DI CONCORDIA (termine molto usato dagli Illuministi dei secoli.XVIII-XIX che fecero erigere in territorio marchigiano diversi teatri con questo nome N.D.R.) IL SEME DEL CAMPO, PANE PER NOI SPEZZATO ecc ecc non ha provocato in me quella desiderata elevazione spirituale. La Liturgia di ieri è stata molto sciatta, forse l’elemento più vistoso è stato vedere diverse donne, anche se “ ministri straordinarie dell’eucaristia” sono state invitate a distribuire l’Eucaristia pur avendo a disposizione molti sacerdoti e tanti seminaristi.
Bisognava lanciare il messaggio che i fedeli non si aspettassero,in assenza del Papa, altre repliche delle belle celebrazioni come quelle di Venezia, di San Marino e di Madrid.
E’ stato come dire chiaramente ai fedeli : "Quando non c'è il Papa non vi aspettate le belle liturgie di Venezia, San Marino e Madrid !”

Alessandro, un giovane liceale che ha preso parte al GMG di Madrid, ci ha scritto :
“ Dopo la straordinaria esperienza della GMG di Madrid, in cui abbiamo avuto ancora una volta la conferma che sotto questo pontificato stanno riprendendo centralità alcuni elementi "tradizionali"come l'inginocchiarsi davanti al SS.mo Sacramento, i grandi silenzi, la scelta di brani musicali seri così come le recite collettive del Santo Rosario, la Chiesa italiana ha iniziato a vivere un nuovo maxi- raduno: il congresso eucaristico nazionale di Ancona. Soprattutto in un momento come questo, in cui c'è molta confusione su ciò che riguarda il mistero dell'Eucarestia, l'evento di questa settimana dovrebbe essere la giusta occasione per focalizzare l'attenzione su ciò che essa è veramente e su quanto riguarda la presenza reale di Cristo in essa. La perdita di fede sul mistero dell'Eucarestia è stata senza dubbio aiutata non tanto dalla modernizzazione della vita, quanto da un certo "lasciarsi secolarizzare" della Chiesa Cattolica, e questo è avvenuto in primo luogo con la liturgia, che è il culmine e la fonte della vita della Chiesa. Trovo perciò sconcertante il fatto che la Messa di apertura del XXV congresso eucaristico nazionale presieduta da un importante cardinale della curia romana abbia avuto la santa comunione distribuita da ministranti donne nonostante la massiccia presenza di consacrati.
Mi chiedo il perché di questa scelta. Non vorrei esagerare, ma ho avuto sinceramente l'impressione che sia stata fatta apposta...
Quando il Santo Padre starà in Ancona domenica prossima ci confermerà come sempre nella fede : attraverso i gesti liturgici più antichi e con la parola di carità e di verità”

Nell'impossibilità di postare anche una piccola parte delle e mail che mi sono pervenute ( tutti devotamente affezionati all'impostazione liturgica di Papa Benedetto XVI ) aggiungo quanto ha scritto di un giovane Professore del Nord Italia : "
" Da semplice fedele vorrei esprimere alcune considerazioni sull’importante messa di apertura del XXV Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona.
Al di là di molti particolari, suscettibili probabilmente di differenti valutazioni in base alle diverse sensibilità liturgiche, una cosa è emersa, a mio avviso, con chiarezza, sia nei particolari che nell’insieme della celebrazione: un’impressionante allontanamento dall’insegnamento e dall’esempio dato dal Santo Padre negli ultimi anni su come vadano vissute e celebrate le S. Messe in occasione di questi grandi raduni.
Sono rimasto sbalordito già nel constatare la nudità dell’altare: è vero che su di esso non devono esserci troppi oggetti e tantomeno orpelli estranei alla celebrazione; tuttavia esistono delle norme precise nel Messale, che non sarò io a dover ricordare. I candelieri sono facoltativi? Un Congresso che si definisce “Eucaristico” non dovrebbe essere attento a queste cose? Cosa ci vuole a mettere una croce al centro dell’altare? A meno che si voglia dire che non è necessaria… ma non so se togliendo di mezzo Gesù Cristo si vada tanto lontano…
Si vuole la semplicità? Bene. Nessuno ha detto di piazzare al centro dell’altare una croce alta due metri tempestata di pietre preziose… Ma un crocifisso proprio non lo si poteva trovare? La verità è senz’altro che non ci si è posti minimamente il problema, o, probabilmente, purtroppo, mi spiace dirlo, forse non lo si è voluto fare intenzionalmente.
Su altri aspetti, come la distribuzione della S. Eucaristia non in ginocchio e fatta “ministre straordinarie” quando non ne ricorrevano certamente le condizioni, i canti decisamente non all’altezza, l’assenza in pratica della lingua latina, ecc… valgono le medesime considerazioni.
Ebbene io dico questo: si vede chiaramente che il Papa non vuole imporre nulla: se avesse voluto avrebbe potuto imporre uno svolgimento diverso della celebrazione, perché ne ha facoltà e ne ha tutti i mezzi. Invece sta aspettando che qualcuno capisca. E’ troppo buono? Qualcuno dice anche questo. Io che non sono nessuno mi limito a guardare.
Certamente non è da ascrivere nessuna colpa al Card. Re, che sarà arrivato lì e avrà trovato le cose già pronte. Però non posso non pensare che, se solo avesse espresso il desiderio che fosse messa una croce al centro di quell’altare, la croce sarebbe magicamente comparsa nel giro di pochi minuti. Conterà ancora qualcosa il parere di un Cardinale.
Invece manca la voglia. Ma questa guerra sotterranea al Vicario di Cristo non produrrà i risultati sperati. Perché la restaurazione della liturgia è iniziata. Lentamente prende forma. E credo qualcuno dovrà vergognarsi Domenica prossima quando a celebrare sarà il S. Padre".

http://blog.messainlatino.it/2011/09/perche-la-liturgia-di-benedetto-xvi-non.html

martedì 6 settembre 2011

Nancy e Patrick - info?




In tanti,troppi,mi chiedete come contattare la coppia canadese,deludendo molti devo avvisare che il mio contatto, che ho condiviso con molti, non è più disponibile.Mi era già stato chiesto di restringere la cerchia delle persone a cui rendere disponibile il numero di telefono,per permettere la "sopravvivenza" dei due,fino a Novembre non credo ci saranno cambi d'indicazione.
Per tutti quelli che vogliono andare non ci sono ostacoli particolari,arrivati a Medjugorje è facilissimo arrivare al castello,i padroni di casa sono sempre disponibilissimi,il buon senso consiglia di mandare una persona al castello a chiedere ora e giorno delle testimonianze per i pellegrini,l'invasione non è mai respinta ma essendo anche loro di carne e non supereroi sarebbe opportuno averne cura.
Per chi vorrebbe alloggiare da loro,le condizioni,se nel frattempo non sono cambiate,ma non credo,rimangono che si ospitano religiosi e religiose che intendano trascorrere al castello i loro ritiri spirituali e giovani in ricerca vocazionale.Non so se ci siano eccezioni per quelle affidatevi alla Madonna,a Medjugorje funziona così.

lunedì 5 settembre 2011

Intervista a don Gabriele Amorth - 12


Domanda:
Una donna ha frequentato un mago; aveva grandi dolori e sperava che il mago la guarisse, invece i dolori aumentavano. Finalmente ha incontrato un sacerdote che le ha detto di rompere i rapporti con quel mago. Ma i dolori le restano
ancora. Cosa deve fare?

Don Amorth:
I dolori fanno presto a venire quando si frequentano certi ambienti, maghi, cartomanti, sedute spiritiche, sette sataniche: il male fa presto a venire. Dopo che ci si è convertiti può accadere che le soferenze perdurino. Per quanto tempo? Lo sa il Signore!
Ma questo ci dà l'occasione di riparare, ci dà l'occasione di offrire sacrifci di riparazione,
perché il male va riparato, gli errori vanno corretti. Anche nelle cose umane si vede come
il male fa presto a venire e impiega tempo ad andar via. Un esempio banale: tu prendi
una bottiglia, ti sfugge di mano, va in mille pezzi quanto tempo ci ha messo per
rompersi? Un secondo! Se tu vuoi rimettere insieme i cocci quanto tempo ci vuole? Per
riparare il male ci vuole del tempo. Perché? Perché il Signore vuole che noi ofriamo a Lui
preghiere di riparazione per migliorare la nostra vita spirituale.

Domanda:
Conosco una persona che ha le stigmate. Come posso capire se questi
fenomeni vengono da Dio o dal demonio? Posso continuare a frequentare questa
persona?

Don Amorth: Oggi si sente parlare di tante persone che hanno le stigmate. La persona più
nota è forse quell'Elia che sta a Calvi, ne scrivono tanto i giornali. Una volta è venuto a
trovarmi, gli ho parlato solo mezz'ora, ne ho avuto buona impressione. Il vangelo ci dà la
regola madre: dai frutti si riconosce la pianta. Se i frutti sono buoni la pianta è buona,
quindi se si tratta di una persona veramente umile, di preghiera, disinteressata, che cerca
il nascondimento, è già un buon segno. Se poi con le sue preghiere ottiene frutti di
guarigione, di liberazione, di conversione, cioè frutti buoni, vuol dire che la pianta è
buona. In caso contrario la pianta dimostra di essere cattiva e allora vuol dire che si tratta
di falsità.

Domanda:
Una signora chiede: a maggio di quest'anno sono andata per la prima
volta a Medjugorje. Durante le varie funzioni a cui ho partecipato, in particolare
durante la Santa Messa, ho avuto continui fastidi alla testa con la sensazione di
svenire. I sintomi sono continuati in forma più leggera a Roma durante la Messa
della domenica. In passato ho praticato il Reiki, una disciplina orientale per sette
anni, e qualche volta ho avuto esperienza di cartomanzia. Le chiedo se le due cose
possono essere attinenti ai miei fastidi in modo da evitare ogni dubbio. Mi
piacerebbe avere una sua opinione, soprattutto le chiedo cosa fare al fne di
migliorare la mia crescita spirituale.

Don Amorth:
State attenti! Adesso c'è la mania di interessarsi a dottrine orientali fondate
sul principio della reincarnazione. Si acquistano in questo modo dei mali che poi restano.
Uno pratica lo yoga dicendo “è uno sport, mi distende i muscoli, i nervi, mi rasserena” e
non sa invece che è la porta d'ingresso per l'induismo. Quindi c'è da stare attenti a queste
cose perché poi quando il male è entrato in noi anche se ci convertiamo e
l'abbandoniamo, le conseguenze molte volte restano a lungo. E non meravigliamoci se le
conseguenze molte volte si manifestano soprattutto a contatto con il sacro. Certe
persone hanno mal di testa o altri disturbi quando vanno in chiesa, quando pregano,
quando si accostano al sacro. Perché? C'è indubbiamente l'azione del demonio che cerca
di allontanarci dalla preghiera, dai sacramenti, dalla Messa, dalla Chiesa, ma c'è anche
una permissione da parte di Dio afnché noi ofriamo al Signore sacrifci di lode, sacrifci
di sofferenze. Pensate a Gesù Crocifsso, che per la nostra salvezza ha offerto a Dio tutto
se stesso: il suo sangue, le sue piaghe, la sua morte in croce così tremenda…. Allora,
ecco che anche noi possiamo offrire queste soferenze in unione con quelle per le quali
Gesù si è oferto al Padre.

Domanda:
Una donna di Torino si lamenta perché il Cardinale ha tolto a tutti gli
esorcisti la facoltà di esorcizzare. Ora si sente completamente abbandonata e dice:
non è forse un diritto quello di essere curati?

Don Amorth:
Sono due domande molto forti. Prima domanda: il Cardinale di Torino ha
tolto di colpo a tutti gli esorcisti torinesi la facoltà di esorcizzare. Non critico il Cardinale
che ha altri progetti, vedremo quello che realizzerà, dico solo quello che avrei fatto io al
suo posto. Se io fossi vescovo, manderei quei sacerdoti che ritengo degni di stima e
adatti a diventare esorcisti, presso altri esorcisti già pratici da tempo, come per esempio
don Carlo e don Quaglia, esorcisti di Torino. Qui a Roma già da due anni l'Università
Pontifcia “Regina Apostolorum”, ha organizzato dei corsi per esorcisti o per aspiranti
esorcisti: è una cosa buona, però la vera scuola è quella di partecipare agli esorcismi e di
abituarsi a farli insieme ad un esorcista ricco di esperienza. Io sono tanto grato al
Cardinal Poletti che mi ha nominato esorcista come aiuto di Padre Candido, santo
sacerdote, per quasi quarant'anni esorcista alla Scala Santa. Ho avuto la grazia per sei
anni di stare alla sua scuola. Non critico quello che ha fatto il Cardinale, affari suoi, ne
risponderà di fronte a Dio. Molto importante la seconda domanda: non ha diritto uno che
ne ha bisogno di trovare nella sua diocesi chi l'aiuta? Ci sono dei canoni nel Diritto
Canonico che sono molto precisi. Uno che ritiene di aver bisogno di esorcisti ha diritto di
rivolgersi al suo Vescovo. Questo può far esaminare il caso e magari concludere che non
c'è bisogno di esorcismi. A volte alcune persone credono di avere un male malefico e
invece hanno bisogno di cure psichiatriche. Se invece il Vescovo trascura, manda via,
sbatte la porta in faccia alla persona, questa persona ha il diritto di mandargli una lettera
scritta, e se riceve risposta ha diritto di mandare la lettera che ha inviato al vescovo,
magari insieme con la risposta ricevuta, alla Congregazione del Culto, ed ha anche il
diritto di mandarla al Santo Padre. E' un diritto di tutti i fedeli ricevere le cure spirituali di
cui hanno bisogno. Purtroppo queste cose Vescovi e preti non le sanno. Una volta mi è
capitato in televisione di trovarmi di fronte ad una coppia di sposi; lei felice perché dopo
10 anni fnalmente era stata liberata da un esorcista di Pordenone, dottore esorcista
amico mio carissimo Monsignor Sunto, però le parole che mi impressionarono furono
quelle del marito. “Ci sono voluti 10 anni (qui in Italia!) di ricerca presso Vescovi per
trovarne uno che nominasse un esorcista che liberasse mia moglie dalla presenza del
demonio. Questa è purtroppo la situazione in cui ci troviamo al giorno d'oggi. Ci sono
intere nazioni, Germania, Austria, Spagna, Portogallo dove non esistono esorcisti, e
persone mi scrivono dicendo che vorrebbero venire a Roma, pensando che con un
esorcismo si torni a casa guariti. Per liberare una persona dalla presenza del demonio il
più delle volte occorrono anni di esorcismi e allora io li spingo, non essendoci esorcisti
nelle loro città, ad andare nei gruppi di Rinnovamento dove si fanno preghiere di
guarigione o liberazione o di andare presso quei sacerdoti che fanno preghiere di
liberazione e guarigione, preghiere che non hanno bisogno di nessuna autorizzazione
vescovile perché c'è l'autorizzazione di Gesù Cristo; Marco 16-17: “Coloro che credono in
me nel mio nome cacceranno i demoni”. Anche ognuno di voi, uomini, donne, giovani,
adulti, vecchi, purché abbia veramente fede in Gesù Cristo può nel Suo nome cacciare i
demoni. Abbiamo l'esempio di tanti santi, come Santa Caterina da Siena, che non era
sacerdote, non era esorcista, ma cacciava i demoni. In questi casi sono preghiere private,
mentre invece l'esorcismo è la preghiera pubblica, sacramentale, in cui il sacerdote agisce
in nome della Chiesa. E' importante che le persone che avvicinano l'esorcista vadano
sapendo di avvicinare un uomo che agisce in nome della Chiesa, non uno che ha delle
facoltà particolari, dei poteri.
Testimonianza: Concludiamo con la testimonianza di una
ragazza che è stata liberata da un malefcio. Afferma che la sua conversione è iniziata da
quando le è stata regalata la medaglia miracolosa; da allora ha cominciato a pregare ed
ha abbandonato la vita di peccato. Ora è più serena e felice.
Don Amorth: E' una bella
testimonianza! La Medaglia Miracolosa ha prodotto dei prodigi veramente straordinari,
ecco perché è stata difusa in milioni e milioni di copie. E' stata la Vergine a chiedere a
Santa Caterina Labourè nel 1830 di farla coniare così come la vediamo. E' un grande
messaggio, non è un amuleto, non è un portafortuna! Se noi portiamo con vera fede gli
oggetti sacri ( medaglie, immagine sacre, ecc.), essi ci proteggono ed ottengono
veramente prodigi di guarigione e di conversione come nella testimonianza che ci è stata
riferita. Grazie. Sia Lodato Gesù Cristo.

venerdì 2 settembre 2011

Medjugorje,messaggio del 02/09/2011


Cari figli, io con tutto il cuore... e con l’anima piena di fede e di amore verso il Padre Celeste vi ho donato e vi dò nuovamente mio Figlio.
Mio Figlio ha fatto conoscere a voi, popolo di tutto il mondo, l’unico vero Dio ed il Suo Amore.
Vi ha condotto sulla strada della verità e vi ha reso fratelli e sorelle.
Perciò, figli miei, non vagate inutilmente, non chiudete il cuore di fronte a questa verità, speranza ed amore.
Tutto attorno a voi è passeggero e tutto crolla, solo la gloria di Dio rimane.
Perciò rinunciate a tutto ciò che vi allontana dal Signore.
Adorate solo Lui perché Egli è l’unico vero Dio.
Io sono con voi e rimarrò accanto a voi.
Prego in modo particolare per i pastori affinché siano degni rappresentanti di mio Figlio ed affinché vi conducano con amore sulla strada della verità.
Vi ringrazio!"

giovedì 1 settembre 2011

Colpirne uno per educarne cento

Marco 8,33
Ma egli, voltatosi e guardando i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse: «Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

Vadre retro satana!
Che fosse stressato posso immaginarlo,nessuno andrebbe incontro ai patimenti della Passione felice e contento,ma quel rimprovero così duro proprio non lo capisco.
Tra un paio di settimane un carissimo amico,ma non rende l'idea,si trasferirà,non andrà lontanissimo,saremo divisi da un'oretta di strada,niente di drammatico.Eppure da quando ho saputo la notizia vivo la cosa in modo difficoltoso,pesante,lo stacco c'è già e ci sarà di più e avrà il suo peso.Mi torna spesso in mente forse per questo l'episodio in cui Pietro cerca di convincere Gesù a non andare a Gerusalemme,ma tutte le volte inciampo in quel "vade retro...",che aveva fatto di tanto bestiale il primo capo della Chiesa? S'era comportato nel modo più umano e comprensibile del mondo,per lui Gesù era già moltissimo,aveva lasciato tutto per lui,gli voleva bene,chissà come ci sarà rimasto,gli era inaccettabile sentirgli dire il destino a cui andava incontro.Mettetevi nei suoi panni,solo un'invertebrato ad un simile annuncio avrebbe detto che ne so:"ok,vai avanti tu che a me viene da ridere".Anche a me viene a volte da dire,ma non lo faccio e non lo farei:amico mio fai quello che vuoi ma non andartene,è umano,non è strano,non è satanico.La differenza tra Pietro e me sono duemila anni di storia a mio favore,lui ha vissuto tre anni con Gesù,ma se non ricordo male fino alla Pentecoste né a lui ne agli altri le cose erano propriamente trasparenti,quindi perché maltrattarlo così?Vade retro...Mi sono dato due risposte,senza che abbiano la pretesa di avere particolare valore,la prima che Gesù,vero uomo era così appesantito dalla prova cui andava incontro,così totalmente profuso nella chiarezza che così doveva essere,da non riuscire a portare altri pesi nemmeno quello dell'amico in "crisi".Non è chiaro? Se avessi la mamma,la moglie,un figlio,che sta malissimo e in quel momento mi chiamasse un amico sconvolto dalla morte del gatto,probabilmente non gli darei molto retta,come dire,ci sono delle priorità,gli direi chiama qualcun altro e probabilmente nemmeno in modo troppo gentile.Certo io non sono Gesù.
La seconda risposta è che Gesù non fosse quel peluscione per cui viene spesso fatto passare,sono parecchi ,nel Vangelo,gli episodi in cui non è propriamente tenero,era vero uomo per cui alla vista dei farisei si abbatantuonava al grido "VIULENZAAAA!!!!",di fronte all'amico morto si commuoveva si ,ma non risuscitava chiunque.Dire a qualcuno di mettersi una pietra al collo e buttarsi in mare è più roba mia che Sua,ma l'ha detto Lui o sbaglio,quando ha ribaltato tutto,ha ribaltato tutto o no?Quindi ,di fronte a quello che Lui ha scelto come capo della Chiesa ,che gli si sgretola di fronte ci sta la reazione pesante,soprattutto visto il contesto.
Ho chiesto lumi ad un amico decisamente più preparato di me,che tra il serio ed il faceto mi ha buttato lì un :"colpirne uno per educarne cento?"
p.s
Sorvolate sui tristi ricordi legati all'ultimo virgolettato,la frase ha un suo significato nemmeno troppo recondito.